TTIP, UNA MINACCIA REALE PER L'AGRICOLTURA UE

 

Il TTIP sarà un'autentica sciagura per le PMI agricole europee. Noi del M5S non abbiamo mai avuto dubbi a riguardo, ma a rinforzare la nostra tesi arrivano uno studio indipendente tedesco e il rapporto del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti.

Ma andiamo con ordine. Secondo l'associazione UnternehmensGrun, le enormi differenze che permangono tra il sistema americano e quello europeo saranno decisive: il modello statunitense è infatti incentrato su produzione ed esportazioni di massa (anche grazie all'uso dell'ingegneria genetica, alla vastità dei terreni coltivati, e a standard di produzione meno elevati di quelli comunitari), mentre in Europa prevalgono le piccole e medie imprese rivolte soprattutto al mercato interno.

Se grazie alle nostre eccellenze le esportazioni agricole verso gli USA si aggirano attualmente intorno ai 15 miliardi di euro, con le importazioni che si attestano attorno agli 8 miliardi, con il TTIP questo rapporto verrà verosimilmente capovolto, dal momento che un mercato totalmente privo di barriere commerciale regalerebbe alle grandi imprese agroalimentari statunitensi la possibilità di annientare la concorrenza europea fatta per il 99% da PMI.

La criticità della situazione è confermata dagli stessi organi americani: uno studio del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti ha infatti dimostrato che il surplus europeo scenderebbe da 7,6 a 0,1 miliardi di euro, con gli USA che esporterebbero in Europa beni dal valore di oltre 9,5 miliardi. I prodotti americani che più beneficerebbero del TTIP sono la carne (+965%), il latte in polvere (+900%), il formaggio (+987%), ma soprattutto il maiale (+4.000%) e il pollo (+33.500%). Non si tratta di un errore di battitura: parliamo proprio di un incremento d'importazioni di pollo americano pari al trentatremila per cento!

I nostri agricoltori, già messi in estrema difficoltà dall'embargo russo, rischiano quindi di vedere le loro quote di mercato completamente azzerate proprio per colpa delle decisioni scriteriate di chi, nelle istituzioni UE, dovrebbero difendere i loro interessi...

In che Europa viviamo?

Tiziana Beghin

Portavoce MoVimento 5 Stelle al Parlamento Europeo

PERICOLO CINA: CHE FINE FARA' IL MADE IN ITALY?

 

made in China

 

Vi siete mai chiesti perché i prodotti cinesi costano molto meno rispetto a quelli europei? Le motivazioni sono molteplici: innanzitutto in Cina hanno un sistema produttivo diverso, che non rispetta i protocolli ambientali e molte convenzioni dell'ILO sui diritti dei lavoratori.

Ma soprattutto in Cina ci sono gli aiuti di Stato: è il Governo ad intervenire in prima persona per aiutare le proprie aziende, permettendo prezzi di esportazione sotto il reale valore di mercato.

Fino ad oggi le nostre imprese sono sopravvissute grazie a sistemi di difesa commerciale, come l'imposizione di dazi, per quei prodotti che artificiosamente costerebbero troppo poco e farebbero concorrenza sleale ai nostri produttori.

Nel 2016, però, le cose potrebbero drammaticamente cambiare: la Cina si aspetta infatti che le venga automaticamente riconosciuto dall'UE lo status di "economia di mercato", il che limiterebbe ENORMEMENTE le nostre armi di difesa.

Gli studi d'impatto sono allarmanti: in Europa perderemo da 1,7 milioni a 3 milioni di posti di lavoro, di cui 700 mila solo in Italia!

Tutto questo nel silenzio più assoluto: in Europa la Commissione nicchia, non esponendosi mai nemmeno a precisa domanda, mentre in Italia il nostro premier Renzi è troppo occupato a twittare banalità a raffica per affrontare l'argomento. Oppure ha una paura matta delle possibili ritorsioni, visti i capitali cinesi investiti negli ultimi anni in molte nostre aziende...

Fortunatamente noi del M5S siamo sensibili ai VERI problemi dei cittadini, e siamo in prima linea per imporre alla Commissione una chiara presa di posizione. Io sono anche Relatrice di un report importantissimo, che riguarda la Strategia Commerciale dei prossimi 5 anni dell'UE: uno dei punti fondamentali del mio rapporto sarà proprio la questione dello status di economia di mercato della Cina.

Ne va del futuro della nostra industria manifatturiera!

https://www.youtube.com/watch?v=D1-IwPEmxF0

Tiziana Beghin

Portavoce del MoVimento 5 Stelle al Parlamento Europeo

 

TTIP: ECCO COME LE MULTINAZIONALI STATUNITENSI VOGLIONO INVADERCI

L'opinione pubblica di quasi tutta Europa è estremamente  coinvolta nel discutere sui “pro e contro” del TTIP. L'eccezione, come sempre, è rappresentata dall'Italia, in cui la stampa nazionale è troppo impegnata a celebrare i successi di Pirro di Renzi per occuparsi dei veri problemi a cui potremmo essere chiamati in futuro noi cittadini.

Il TTIP, acronimo di Transatlantic Trade and Investment Partnership, è un progetto di trattato di libero scambio tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti d'America. Il suo scopo è portare a zero la maggior parte dei dazi doganali, ma soprattutto abbattere le barriere non tariffarie, cioè uniformare le regole per la vendita di prodotti, per gli investimenti e per la fornitura dei servizi.

Un simile trattato, qualora venisse ratificato, apporterà conseguenze estremamente negative per noi europei su due piani: quello della salute, e quello puramente economico.

Il pericolo per il nostro benessere deriva soprattutto dal diverso approccio di UE e Stati Uniti. In Europa, infatti, vige il cosiddetto “Principio di precauzione”: ciò significa che prima di immettere in commercio un bene  è necessario accertarsi scientificamente che tale articolo non sia pericoloso. In America, invece, si usa il presupposto opposto: è compito dei cittadini e dello Stato dimostrare la nocività di un prodotto, che può essere commercializzato fino a che non esiste un'evidenza scientifica sulla sua tossicità. Capite bene che armonizzare due sistemi così diversi è estremamente difficile: e cosa ancora più grave, è molto più facile l'Europa cali le braghe abbassando i propri standard che non l'inverso.

Dal punto di vista economico, invece, la situazione non migliora: studi indipendenti dimostrano che con il TTIP il commercio intra-UE calerà del 40%, sostituito dal commercio con gli Stati Uniti. Secondo voi, saranno le nostre PMI (che costituiscono il 95% delle aziende in Europa) a poter esportare in America, oppure le multinazionali d'oltreoceano ad invadere il nostro mercato? Una domanda retorica che trova risposta nell'ennesimo colpo di coda che affosserà la nostra economia: gli Stati Uniti vogliono infatti eliminare il concetto di “Made In”, annichilendo tutti i magnifici prodotti che da secoli rappresentano le eccellenze del nostro settore enogastronomico, e non solo.

Possiamo opporci a tale scempio? Sì: in Germania una manifestazione di 250 mila persone ha portato il Parlamento tedesco a dichiarare pubblicamente le sue perplessità sul trattato. In Italia, per ora, le voci fuori dal coro sono purtroppo ancora troppo poche: è questo il momento per farsi sentire, prima che sia troppo tardi!

Tiziana Beghin

Portavoce del MoVimento 5 Stelle al Parlamento Europeo

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